L’atletica umbra sta vivendo un momento d’oro. Nella sua vetrina, in esposizione, c’è un gioiello dopo l’altro in campo giovanile. Margherita Castellani è il faro della velocità. Le gemelle Elena e Laura Ribigini rappresentano il futuro del mezzofondo prolungato. In quello veloce il nome di spicco è quello di Caterina Caligiana, reduce da una fantastica doppietta ai Campionati italiani allievi indoor di Ancona, dove ha firmato in entrambe le competizioni il personale.
Caterina si è prima imposta negli 800 con il crono di 2’08″92. Il giorno dopo si è andata a prendere il titolo anche nei 1500 con una poderosa accelerazione nel finale e l’ottimo tempo di 4’33″90. Ma il fruttuoso inverno dell’ancora 16enne mezzofondista dell’Atl. Arcs Cus Perugia, allevata a pane e atletica da papà Michele e da Sauro Mencaroni, ha portato in dote anche un progresso nei 400 metri, 55″24, a testimonianza di quanto il talento umbro faccia della velocità uno dei pezzi forti della casa.
Nel prossimo fine settimana, Caterina vestirà per la prima volta la maglia azzurra. E’ tra le convocate per l’Incontro Internazionale Under 18 e Under 20 di Metz. Un bel premio per una che la scorsa estate non riuscì a partecipare alla trionfale spedizione continentale di Banska Bystrica.
Caterina, che emozione è stata centrare la doppietta 800-1500 ad Ancona?
“Sono felicissima perché questo doppio titolo l’ho voluto con grande determinazione. E’ lo specchio del carico di lavoro affrontato tutti i giorni. Rappresenta la risalita da un periodo difficile oltre alla soddisfazione di aver abbassato il personale nelle due gare più importanti della stagione indoor”.
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Gli 800 sono la gara che senti più tua?
“E’ quella che riesco a gestire meglio. Ma a sorprendermi sono stati i 1500, che a gennaio avevo corso in 4’39”. In quell’occasione non ero arrivata molto stanca e sapevo di avere margine. Ma non immaginavo fino a questo punto”.
Il tuo storico allenatore Sauro Mencaroni, più o meno un anno fa, ti descrisse come un’agonista pura, che sente il sangue delle avversarie.
“Mi rivedo in questa definizione. Sono una ragazza molto competitiva, che quando rimane attaccata alle altre concorrenti non sente la fatica e ha più stimoli”.
L’anno scorso, dopo le ottime indoor, eri un po’ sparita dai radar.
“Ad aprile ho contratto la mononucleosi. Sono stata male un mese e mi sono portata dietro parecchi strascichi durante gli allenamenti. Quando ho ricominciato a correre, mi sono ammalata e poi ho avuto anche delle contratture. Non ho fatto in tempo a tornare al massimo per la stagione estiva e così ho saltato il grande obiettivo degli europei”.
Come vanno gli allenamenti in questo tuo secondo anno nella categoria?
“Stiamo lavorando sulla tendenza a chiudere le braccia durante il gesto tecnico e poi ho aumentato i carichi. Adesso mi alleno tutti i giorni, infatti sto facendo fatica a gestire lo studio (frequenta il terzo anno dell’IIS Giordano Bruno di Perugia, ndr). Adesso non ho più il giovedì libero che sfruttavo per recuperare i lavori di alcune materie”.
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Com’è nata la tua avventura nell’atletica?
“Da piccola avevo fatto due anni di ginnastica e poi il nuoto. Ma la piscina non era proprio il mio forte. Allora mio padre, che aveva trascorsi in pista, ha contattato il suo vecchio allenatore per farmi provare insieme ai miei fratelli”.
Chi sono i modelli da seguire?
“Guardo con interesse le mezzofondiste. L’idolo è Nadia Battocletti. Ma mi piace anche Gaia Sabbatini, per la grinta che mette nella corsa”.
Chi è Caterina Caligiana, oltre a sport e scuola?
“Mi piace uscire e divertirmi con gli amici, ma di tempo ne resta sempre poco. In estate vado in montagna con la mia famiglia, che ha una casa al Passo del Tonale”.
Ma hai chiesto un regalo speciale per la doppietta tricolore?
“Niente di particolare. Però ho festeggiato con i miei genitori, che mi hanno aiutato tanto in quel brutto periodo del 2024”.
Dopo l’impegno di Metz cosa prevedono i tuoi programmi?
“Andrò ai campionati italiani di corsa campestre a Cassino per disputare con il club la staffetta. Poi mi concentrerò sull’attività all’aperto. Voglio abbassare ancora i tempi, confermarmi agli italiani e guadagnarmi un posto per gli Eyof”.
foto Grana / Fidal