A fine gennaio vi avevamo raccontato la storia di Melissa Fracassini, giovane talento del mezzofondo relegato ai margini per ben tre stagioni dalla continua formazione di edemi ossei. Risolti i ripetuti intoppi, la 21enne umbra ha ricominciato a far parlare di sé.
Dopo aver sofferto ai tricolori indoor di Ancona per via di un malanno al polpaccio (terza nei 1500, rinunciataria nei 3000 metri), Melissa ha portato a casa il doppio titolo italiano nella corsa campestre (nel cross corto individuale e poi nella staffetta con l’Atl. Arcs Cus Perugia) e il tanto inatteso quanto proficuo debutto in mezza maratona.
Melissa Fracassini, domenica scorsa, è stata infatti protagonista della prima edizione della Mezza Maratona d’Italia, la 21K che ha coinvolto i luoghi della Ferrari e che nelle ultime ore ha suscitato parecchie polemiche in merito alla cattiva gestione dei servizi destinati ai runner.

A Modena, l’allieva di papà Francesco ha fatto segnare un tempo lusinghiero di 1h15’33”, che le è valso il sesto posto al traguardo, risultando la quarta tra le italiane alle spalle di Sara Bottarelli, Alice Gaggi e Aurora Bado.
Melissa, ci eravamo lasciati a riflettere su indoor e sul mezzofondo veloce. Come nasce la tua prima partecipazione alla mezza maratona?
“Il mio sponsor, Brooks, essendo partner della mezza maratona d’Italia, mi ha chiesto di indossare il pettorale. Ho accettato con grande curiosità, sapendo di andare a fare un buon allenamento, dal momento che finora non avevo mai corso per più di 16 km”.
Invece ti sei difesa benissimo.
“E’ stata una sorpresa. Non era nei programmi e un po’ di timore l’avevo. In verità avrei dovuto esordire alla mezza di Barcellona a metà febbraio, ma ho dovuto rinunciare perché dopo i campionati italiani indoor sono rimasta ferma un paio di giorni per un problema all’altro polpaccio”.

Com’è nata la collaborazione con Brooks?
“L’anno scorso sono rientrata nel progetto che la divisione europea di Brooks ha pianificato per la corsa su strada investendo su alcuni giovani. Ma non pensavo di poter correre una mezza così presto”.
Non avendola preparata a dovere, come l’hai impostata?
“Con sole quattro settimane continue di allenamento sulle gambe, l’idea è stata quella di partire abbastanza tranquilli, con un ritmo di 3’45″/km per poi vedere strada facendo. Il primo 1000 in realtà l’ho fatto a 3’27”, poi ho rallentato e ho mantenuto l’andatura regolare sui 3’37” fino al 10° km”.
Nella seconda parte sei andata più forte. Sintomo che il motore ti ha sostenuta.
“Ho viaggiato a un ritmo di 3’32” negli ultimi 11 km e dal 15° km in poi sono rimasta da sola. Attendevo con ansia il sopraggiungere della fatica, invece ho proseguito senza problemi. Aver chiuso in modo brillante mi ha fatto capire che si poteva anche fare meglio. Da questa mezza mi porto dietro solo sensazioni positive”.

Con papà come l’avete analizzata?
“Era sicuro che sarebbe andata così. Mi ha detto che dopo aver corso un 10.000 metri a 3’28” l’anno scorso, i 3’45”, il ritmo provato in allenamento negli ultimi giorni, sarebbero stati facili da tenere”.
Come hai trovato il percorso?
“Molto veloce. Per fortuna la pioggia si è fermata al sabato e abbiamo avuto la fortuna di correre sotto il sole e in assenza di vento. Due passaggi mi hanno particolarmente emozionato: quello all’interno dell’autodromo di Fiorano e quello al 19° km, davanti allo stand del mio sponsor che faceva sentire tutto il proprio calore ai runner”.
Tu segui la Formula Uno?
“No, ma visitare il Museo Ferrari è stata una grande emozione. Ho avuto anche l’opportunità di testare il pit stop e il simulatore di velocità”.
La patente ce l’hai, no?
“Sì certo. Guido una 500 X”.

Con quali scarpe hai corso?
“Con le Brooks Hyperion Elite 4 PB. Le trovo più reattive e leggere del modello precedente. Le avevo provate solo due volte in allenamento. Il vero test è stato fatto domenica in gara”.
E in allenamento quali calzature utilizzi?
“Per le corse lente mi affido alle Glycerin 22, per gli altri lavori uso le Glycerin Max. Per qualche sessione più spinta indosso il vecchio modello di Hyperion Elite 4, in attesa di utilizzare quello nuovo nelle prossime uscite in pista”.
Come ti sei gestita dal punto di vista nutrizionale?
“Anche sotto quest’aspetto per me era tutto nuovo. Nei giorni che hanno preceduto la gara ho fatto un adeguato carico di carboidrati e ho evitato latticini e verdure. Domenica, a colazione, ho mangiato crostata e bevuto il the. Dopo il riscaldamento ho preso un gel a base di carboidrati, mentre in gara solo acqua, al 10° e al 15° km”.
Ma la prossima mezza di Melissa Fracassini quando sarà?
“Non è nei programmi, almeno a breve termine. E’ ancora presto per allungare. Anche se devo ammettere di essermi davvero divertita. L’ora e un quarto è volata via veloce”.

In quest’inverno, tra mille vicissitudini, hai fatto in tempo a portare a casa il titolo italiano della campestre sulla distanza più breve.
“A Cassino ho ritrovato la voglia di vincere, nonostante fossi arrivata debilitata dalla seconda influenza stagionale che avevo contratto la domenica precedente”.
Ora ti aspettiamo alle outdoor.
“Stiamo cercando di scegliere le gare da fare: sicuramente un 1500 e un 5000 su pista tra maggio e giugno. E poi valutiamo un’eventuale uscita su strada nei 10K”.
foto Brooks